Scarpe (parte 1)

Schizzi di Manolo Blanhik

Schizzi di Manolo Blanhik

 

Carrie Bradshow in Sex and the City  dice: “E’ così difficile stare dentro le scarpe di una donna sola. Per questo ne servono di veramente speciali. Per camminare un po’ più allegramente”.

La vita di una donna è sempre segnata da una miriade di situazioni da affrontare a cui non può dire di no, per cui benvenute alle scarpiere pronte a scoppiare, ai cambi di stagioni non solo di vestiti ma anche e soprattutto di calzature.

Stivali, sandali, mocassini, decoltè, plateau, chanel, sleepers, paperine, flip flop, tanti i nomi per definire semplicemente una cosa essenziale per noi donne; le scarpe.

Quante volte ci sentiamo rimproverare dagli uomini per le troppe scarpe, per aver acquistato “un altro paio di scarpe nere”…beh ragazze, penso che le nostre scarpe siano direttamente proporzionali alle attività che facciamo, alle situazioni a cui dobbiamo stare e farci andare bene.

Ecco quindi che la mia teoria trova riscontro anche nelle scarpiere dei maschietti…tre tipi, mocassino, stringato, da ginnastica e stop, per non parlare dei colori, nero, marrone…l’equazione è semplice, poche scarpe, poche situazioni da affrontare, pochi pensieri per la testa, poco stress, tanto ci sono le nostre Mary Jane e le Ankle Boots a fare bene tutto il resto.

Allora strisciamo le carte, digitiamo i pin e lasciamoci andare, senza troppi sensi di colpa…

Non voglio fare la morale a nessuno ma pensato a quanto costa un mese di sigarette a un fumatore, beh ce ne vengono fuori di scarpe, e che non fanno male alla nostra salute.

Io? Beh, che dirvi, ho smesso di contarle, ogni volta mi dico basta ed altrettante volte quando quel banco al mercato tira fuori quel campionario di 37 è fatta…capitolo senza mezzi termini, se poi c’è anche Alma con me, le paia diventano immancabilmente due grazie alle sue incredibili capacità persuasive.

Siamo tutte capaci ad entrare nel grande show room e trovare facilmente quel paio che abbiamo visto sul giornale, ma sinceramente credetemi, non ci trovo gusto, forse lo farei se il mio portafoglio me lo permettesse, credo comunque però, che non rinuncerei mai alla gioia di comprare un paio di plateau Lella Baldi a 20 euro, o l’Ankle Boot di Pura Lopez a 10, o il decolté Bourne a 40.

Poi ogni anno volo oltre Oceano e a New York, entro da Saks o da Barneys e sogno, mi lascio andare e mi infilo le Giuseppe Zanotti senza tacco di Lady Gaga, da 2.000 $ o forse più, sentendomi una diva.

Così anche quest’estate a giugno da Saks per “The Big Shoes Sale”, quando si aprirono le porte del ascensore senza fermate “streight to the shoes” mi sembrò di camminare nel sogno di ogni donna…mille o forse più paia, di tutti i colori, tanti strass e riflessi sfavillanti da fare invidia al “diamonds floor” di Tiffany. Ma quando vidi che metà del piano era riservato solo al campionario 37, mi persi completamente. Non so e non mi ricordo quali mezzi Alma e Julie hanno usato per trascinarmi fuori di lì ma vi giuro che non avrei mai voluto svegliarmi da quel sogno.

Per cui eccovi una carrellate di immagini del meglio di quella esperienza che sono contenta di condividere con voi nella speranza di regalarvi, almeno in parte, le emozioni che io ho vissuto quel pomeriggio piovoso di inizio estate a New York sulla quinta.

Enjoy!!!

fendi

Plateau Fendi da Barneys New York

atwood_cloe

Sandalo Brian Atwood da Saks 5th Av. & sandalo Cloè da Barneys New York

manolo bride

Manolo Blanhik bridal Shoes Collection at Bergdorf & Goodman

jimmy e manolo

Sandali Jimmy Choo da Saks 5th Av. & decoltè Manolo Blanhik da Barneys New York

zanotti

Plateau Giuseppe Zanotti da Saks 5th Av.

 

 

 

P.S. ovviamente si ringrazia Alma per il suo perfetto piede da modella capace di infilarsi nella più stravagante creatura calzaturiera…tranne che per le Bridal Shoes di Manolo, dove in sua assenza, ho dovuto fare da me…inutile dire che non c’è paragone =)

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